Fra vecchie e nuove necessità

Ecco il 2004:
un anno di fatti nuovi


L'occasione meridionale

Il sud che sta indietro, la questione meridionale, l'Italia a due velocità, il mezzogiorno assistito.... sono stati temi discussi e dibattuti per decenni, caratterizzando il volto di un meridione impreparato, acerbo e pigro. Molte volte il racconto non rispondeva al vero ma le nostre capacità e la nostra stessa cultura, nonostante gli sforzi, faticavano a diventare visibili e riconoscibili. Però chi non si arrende e, soprattutto, chi ha qualcosa da dire alla fine trova la giustavia per riguadagnare il tempo perduto.

Infatti oggi sta accadendo proprio questo nel nostro sud:
recuperiamo antiche strutture monumentali abbandonate, riconvertendole all'uso;
rivitalizziamo interi centri storici aprendoli alla fruibilità dei cittadini;
creiamo opportunità di coinvolgimento e di scambi culturali;
cominciamo a proporre con professionalità e con orgoglio arte, luoghi, artigianato, tradizioni e produzioni della nostra terra.
Bene. Ci stiamo sforzando di essere al passo con i tempi, grazie anche agli aiuti dell'Unione Europea.
Tutto ciò è positivo, ma non ci può bastare. Nel frattempo gli scenari internazionali sono mutati influenzando i rapporti socio-economici all'intemo, con l'estero ed in particolare con l'area mediterranea.
E se all'orizzonte l'ombra della crisi economica pare soverchiare la speranza e le stesse possibilità di sviluppo, proprio in questo 2004, proprio all'interno di questa allargata Unione Europea, il nostro Sud può e deve cogliere -meglio di altri- l'occasione di protagonismo.
Istituzioni ed Imprese dei nuovi Stati membri sono lì ad attendere capacità progettuale e genuinità di intenti.
Sembra quasi un invito per un meridione professionale e genuino, che ha già maturato la giusta esperienza europea attraverso i Programmi comunitari.
Non ci resta che rispondere.