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È un fiore gentile, e vezzoso
per i piccoli boccioli
che ne creano la corolla
rosa-rosso variegata
dalle sottilissime brevi striature dei petali,
eppure aspro e forte
per i rami che, robusti,
contorti,
flessuosamente costruiscono
figure gagliarde.
Cespugli sparsi,
isolati,
cespugli folti
adunati in “foreste” nei pendii scoscesi.
Affascinante è l’attraversarli
quasi nascondendosi nel loro mezzo.
Quel mattino di azzurro e sole
era così:
un canto, che dona stupore verso il creato!
L’incontro breve,
concitato.
La colonna si approssima.
La pattuglia accerchiata.
Forse!
Il sentiero dei rododendri conduce
ad uno sbocco, di ignota salvezza.
Accarezzati, nello strisciare, dai petali rossi
si elude la morsa.
Qualche bagliore però di lucido acciaio
è colto dagli occhi puntati:
È un diluvio esplodente.
Due passarono gli altri no.
Pur nella disparità,
la mitraglia ferma.
Poi silenzio.
Qualcuno prima del “rastrello” scompare
nel viottolo del bosco, a valle per altra, lunga via.
Qualcuno poi nel silenzio delle montagne
interrò una croce
cui il bosco dei rododendri diede
Nome, Valore, Eterna giovinezza.
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