LA RESA (1945)



L’angoscia interiore per la disfatta
irrevocabile
per l’incertezza assoluta del dopo
dell’uomo che si arrende:
le canne puntate addosso.
Altolà.
Mani alzate.

È come sospendersi
fra morte e vita
alla mercé del vincitore,
più, del vendicatore.

Ginevra è lontana, lontanissima.

Contrasti: luce e tenebre
Foto di G. Martines