L’angoscia interiore per la disfatta
irrevocabile
per l’incertezza assoluta del dopo
dell’uomo che si arrende:
le canne puntate addosso.
Altolà.
Mani alzate.
È come sospendersi
fra morte e vita
alla mercé del vincitore,
più, del vendicatore.
Ginevra è lontana, lontanissima.
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