Fondazione Identita' e Futuro: Newsletter n. 24 Newsletter UEN N. 24 - Luglio-Settembre 2002 Indice: Attivita' Istituzioni Europee Fondi Strutturali Politiche regionali, trasporto e turismo Agricoltura e Sviluppo rurale Bandi Attivita' On.le Poli Bortone Attivita' Istituzioni Europee 1. Parlamento Europeo Il Parlamento durante la sessione plenaria di settembre ha approvato la relazione dell'On.le PODESTÀ sul progetto di bilancio rettificativo e suppletivo n. 4/2002. Si crea cosí una struttura finanziaria del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per aiutare le vittime delle catastrofi naturali nei Paesi dell'UE e nei paesi candidati. Il Fondo consta di due linee di bilancio: i crediti di pagamento per l'assistenza alle vittime di catastrofi saranno prelevati dai crediti non utilizzati provenienti da altre linee di bilancio. Un accordo interistituzionale rappresenterá la base giuridica che stabilisce chi ed in quale misura potrá usufruire del Fondo. La dotazione finanziaria del Fondo sará fissata con il bilancio rettificativo e suppletivo n. 5/2002. Il parlamento propone un miliardo di euro già da quest'anno. Si segnala che é stato approvata, inoltre l'iscrizione nel bilancio attuale di altri 70 milioni di euro a favore delle misure di aiuto e di ricostruzione in Afghanistan. 2. Commissione Il presidente Romano Prodi e Vivian Reding, commissaria responsabile della Direzione Generale cultura, hanno presentato, prima della pausa estiva, il nuovo progetto "Erasmus Mondiale". Il punto di partenza di questo nuovo programma e' stato dato proprio dall'incredibile successo che ha avuto l'Erasmus a livello europeo. Infatti, sono piu' di un milione gli studenti che fino ad oggi sono stati coinvolti nel programma, un milione di giovani che sono potuti entrare in stretto contatto con l'Europa contribuendo ad un maggior scambio interculturale tra il proprio Paese e quello d'origine. Ecco perche', allora, "Erasmus Mondiale". Far si' che l'Europa e le universita' europee in particolare, costituiscano una valida alternativa agli Stati Uniti. Cosi' facendo, richiamando giovani africani, asiatici, sud e nordamericani, si potra' fare sempre piu' dell'Europa un polo di attrazione intellettuale, culturale, economica e sociale. La commissione si augura che il nuovo programma possa partire nel 2004. Le universita' che ospiteranno "l'Erasmus Mondiale" saranno tre per ogni paese membro al fine di evitare un sovraffollamento di richieste per le universita' anglofone. 3. Consiglio Il Consiglio ha approvato la direttiva che appartiene al pacchetto Erika II, relativa all'attuazione di un sistema comunitario di controllo del traffico di navi e dell'informazione. La direttiva mira ad umentare la sicurezza e a ridurre gli impatti ambientali di un incidente marittimo. Si intende dare piú poteri agli Stati dell'UE e migliorare continuamente il sistema avviato attraverso la creazione di centri di gestione delle informazioni. Entro 18 mesi dall'entrata in vigore della direttiva gli Stati membri devono attuare tutte le disposizioni necessarie per conformarsi ad essa. Le navi che si dirigono verso uno stato membro devono segnalare all'autorità portuale una serie di informazioni che consentano di identificare il prima possibile la nave, numero di passeggeri, il porto di destinazione e probabile ora di arrivo. Certi sistemi, quali l'AIS e il VDR consentonono l'identificazione automatica delle navi e la registrazione dei dati di viaggio, cosa che permette tale notifica. Con questa direttiva tutte le navi costruite dopo il 1 luglio 2002 che fanno scalo nel porto di una Stato membro devono essere equipaggiate di tali sistemi. Per le navi costruite invece prima del 1 luglio 2002, il periodo di messa in conformità delle navi cambia (fino al 1 luglio 2007 per l'AIS e fino al 1 gennaio 2008 per il VDR). CONVENZIONE La "Convenzione europea sull'avvenire dell'Europa" nasce dalla necessita' di mettere in luce i principali problemi dati dallo sviluppo futuro dell'UE. Essa verte essenzialmente su quattro argomenti: - ripartizione e definizione delle competenze all'interno dell'Unione; - semplificazione degli strumenti operativi dell'Unione; - riordino dell'architettura istituzionale attraverso i principi di democraticita', trasparenza ed efficacia. Al fine di poter concentrare una maggiore attenzione per ogni punto su citato, sono stati creati gruppi di lavoro che procederanno per fare diventare l'Unione Europea piu' democratica, trasparente ed efficace ed aprire la strada verso una creazione di una costituzione per i cittadini europei. Per un maggiore coinvolgimento di tutti gli Stati membri, il Presidente della convenzione presentera' a ciascun Consiglio europeo una relazione sul progressivo stato dei lavori. Al fine di stabilire una maggiore collaborazione, la convenzione ha poi previsto la creazione di un "forum sull'avvenire dell'Europa" che mirera' a coinvolgere organizzazioni rappresentative della societa' civile ( parti sociali,ambienti accademici, etc.). La convenzione, ad esito concluso, presentera' un documento finale che costituira' il punto di partenza per le discussioni della conferenza intergovernativa che prendera' le decisioni definitive. Fondi strutturali Fondi Strutturali: l'Unione Europea aggiunge 30 milioni di euro per le regioni di confine dei paesi candidati. Il 29 luglio 2002 il Commissario della Politica regionale Michel Barnier, ha comunicato l'adozione della Commissione di un stanziamento aggiuntivo di 30 milioni di euro per 14 programmi di cooperazione transfrontaliera e interregionale ( Programma INTERREG ). Lo stanziamento di questi fondi permetterà una maggiore cooperazione transfrontaliera alle regioni di confine degli Stati membri. Si incentivano cosí i settori dei trasporti, formazione, sostegno alle PMI e cooperazione interculturale. Politiche regionali, trasporto e turismo Nell'ambito del programma Interreg III , il 31 luglio 2002 il Commissario delle Politiche regionali Michel Barnier, ha annunciato l'approvazione da parte della Commissione di un programma di cooperazione transfrontaliera tra la Grecia e l'Albania. L'assistenza all'Albania verrà fornita nell'ambito del programma CARDS. Agricoltura e Sviluppo rurale Il Commissario Franz Fishler con la revisione intermedia della Politica Agricola Comune ha inteso rassicurare i consumatori sul miglioramneto dell' orientamento al mercato del settore agricolo degli Stati membri. Si dará maggiore flessibilitá agli agricoltori permettendo loro di rispondere piú deguatamente alle domande dei consumatori. I modelli della Commissione salvaguardano il reddito dei produttori e si confanno pienamente al modello agricolo europeo. Si segnala la pubblicazione della relazione sulle "Prospettive dei mercati agricoli 2002-209". La DG Agricoltura intende con questa relazione indicare le probabili tendenze dei mercati agricoli fino al 2009. Le proiezioni tengono in considerazione le condizioni macroeconomiche e metereologiche, le tendenze dei mercati internazionali e le politca agricola degli scambi. Bandi Sostegno per la promozione dei gemellaggi di cittá - 2003 Si vogliono favorire le manifestazioni e le azioni che contribuiscono al riavvicinamento dei popoli europei e al rafforzamento della coscienza europea attraverso incontri di cittadini di cittá e comuni gemellati e conferenze su temi europei attinenti ai gemellaggi e ai seminari di formazione e di infromazione dei responsabili dei gemellaggi. La parte A del bando é rivolta alle cittá e ai comuni degli Stati membri dell'Unione europea e dei Paesi candidati all'adesione (Bulgaria, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Turchia e Ungheria). La Parte B é rivolta alle autoritá locali e regionali, nonché alle federazioni e associazioni di enti locali degli Stati membri dell'UE e dei Paesi candidati all'adesione. SCADENZE: 30 dicembre 2002 per le azioni che avranno inizio tra il 1° aprile e il 31 maggio 2003. Entro il 28 feb 2003 per le azioni che avranno inizio tra il 1°giugno e il 31 luglio 2003. Entro il 30 aprile 2003 per le azioni che avranno inizio tra il 1° agosto e il 31 ottobre 2003. Entro il 17 luglio 2003 per le azioni che avranno inizio tra il 1° novembre e il 31 dicembre 2003. Il modulo per la domanda si puó trovare sul sito: http://europa.eu.int/comm/dgs/education_culture/towntwin/index.it.html GUCE 2002 /C 220/08 Marie Curie La Commissione europea ha indetto una gara d'appalto per effettuare valutazioni dell'impatto delle borse di studio "Marie Curie". L'obiettivo della gara è di valutare l'impatto del sistema di borse di studio "Marie Curie" e di tutti i programmi specifici che le assegnano nell'ambito del quarto e del quinto programma quadro. SCADENZE Termine ultimo per la richiesta del capitolato d'appalto: 04.11.2002. Termine ultimo per la presentazione delle offerte: 11.11.2002. Si consiglia vivamente agli offerenti, prima di rivolgersi alla Commissione, di consultare il bando originale sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee al riferimento sottoindicato. GU n. S 178-140832 del 13.09.2002 EU La Commissione europea ha lanciato un invito a manifestare interesse per la selezione del registro del dominio di primo livello ".eu" (TLD .eu). Nell'aprile 2002, è stato adottato il regolamento relativo alla messa in opera del dominio di primo livello ".eu". Tale regolamento prevede che la Commissione europea designi un registro del dominio di primo livello (TLD) incaricato dell'organizzazione, dell'amministrazione e della gestione del TLD ".eu". Il presente invito a manifestare interesse si propone di sollecitare candidature da parte di organizzazioni che desiderino proporsi per la procedura di selezione del registro. Termine ultimo per l'invio della documentazione relativa alle manifestazioni d'interesse: 25.10.2002. GU n. C 208 del 03.09.2002, pag. 6 Attivita' On.le Poli Bortone Intervento dell'On.le Poli Bortone all'interparlamentare Italia-Albania del 9 sett 2002 a Bruxelles. Per una felice e, ci auguriamo fortunata coincidenza, oggi, mentre noi discutiamo in sede interparlamentare con esponenti politici albanesi, a Bruxelles, a Bari, in Puglia, in occasione della Fiera del Levante, sta per essere appvovata dai Ministri dei Trasporti di Grecia, Turchia, Macedonia, Bulgaria, Abania e Italia, la firma al protocollo per il Corridoio Paneuropeo 8. É un passo avanti notevole, rispetto all'immobilismo politico nei riguardi di un progetto nato 11 anni addietro, nel 1991, e volto soprattutto a far sviluppare economicamente il territorio nei paesi interessati (Italia, Grecia, Turchia, Macedonia, Bulgaria, Albania). Il Corridoio n.8 nasce nel 1994 come percorso per collegare la Spagna con il resto dell'Europa, ma un mutamento di prioritá nazionali da parte di Portogallo e Spagna indusse ad una modifica dell'originario progetto n.8 chiamato "Lisbon - Valladolid Higway". Nel settembre 1997, i Ministri dei Trasporti di Albania, Bulgaria, Macedonia, Turchia, firmarono un memorandum per lo sviluppo dell'attuale tracciato del Corridoio 8, la cui funzione principale è favorire l'integrazione tra le diverse comunità coinvolte e interessando diversi settori delle attività umane. Il corridoio attraverserá Albania, Macedonia e Bulgaria toccando da ovest verso est le città di Durazzo, Tirana, Skopje, Sofia, Plovdiv, Burgas, Varna. Il progetto interessa e comprende: 960 Km. di strade statali e autostrade insieme con arterie secondarie, 1270 km di rete ferroviaria, i porti di Durazzo, Burgas e Varna e altri di riflesso come quello di Bari, Brindisi, Valona e Costanza sul Mar Nero nonché gli aeroporti internazionali di Sofia Tirana e Skopje. Tuttavia solo oggi sará firmato il compromesso definitivo sul testo del protocollo, senza il quale, evidentemente, é impossibile avviare uno studio specifico. Progetto importante ma dalla difficile attuazione perché vede interessati Paesi che nel corso dei secoli non hanno sviluppato fra loro buoni rapporti soprattutto a causa dei differenti regimi che li hanno caratterizzati fino alla fine degli anni ottanta; la stessa Albania ha privilegiato nella rete stradale il collegamento verso il Kosovo e il Montenegro con esclusione evidente di collegamenti con Italia e Macedonia; la linea ferroviaria che dovrebbe collegare le capitali dei due paesi Sofia e Skopje è interrotta a soli due chilometri dal confine bulgaro. Attualmente per parte Albanese gli studi di fattibilità sono pronti da tempo; il segmento Rrgozhinè-Lushnje è stato realizzato per 20 km. (strada a quattro corsie) quello che collega Tirana, Durazzo, Elbasan, Chafton, e Skopje per 600 Km. di lunghezza, mentre il segmento Valona Rrogozhine, Elbasan per 100 Km totali è stato realizato al 50% ed a breve, dovrebbero partire i lavori per realizzare altri 50 Km del lotto Lushnje-Valona, un lotto finanziato dal governo italiano é in ritardo a causa della burocrazia albanese. Forti ritardi anche nella realizzazione di reti ferroviarie, del gas e le opere di porti di Durazzo, Valona e Lezha. Unica opera totalmente realizzata è la rete in fibre ottiche. Sarebbe miope pensare che si tratti solo di "ritardi burocratici". Un ritardo di 11 anni nell'avvio sostanziale di un discorso di sviluppo deve avere a monte motivazioni ben piú importanti. Certamente di carattere politico; primi fra tutti i contrastanti interessi di Turchia e Grecia, piú interessate a realizzare e potenziare il Corridoio 10. É fin troppo chiaro che l'Albania, con la realizzazione del Corridoio 8, vedrá un sostanziale sviluppo economico ed infrastrutturlae, ma soprattutto vedrá riconosciuta in primis dall'Europa la sua importanza stategica. Ed é stata proprio questa la molla che ha spinto Turchia e Grecia a costruire un corridoio parallelo, la via Egnatia, con a monte, un accordo per la creazione di un oleodotto per il trasporto del petrolio iracheno. I vantaggi. Un fatto é certo sotto il profilo economico il Corridoio 8 costituisce un importante fattore di integrazione economica tra l'est e l'ovest della regione Balcanica: connette l'Adriatico al Mar Nero, collegati a loro volta ad altri mari e ad altri porti, e quindi al resto dell'Europa, ad una parte del Medio oriente al Caucaso e all'Asia Centrale. Il Corridoio è considerato dall'Unione Europea come il veicolo efficace per ottenere un integrazione economica con la regione balcanica meridionale e con le regioni vicine; viene visto come la base di partenza per sviluppare rapporti con i paesi caucasici nella rete dei trasporti paneuropei. (ricordiamo che è previsto l'allargamento di questo corridoio con l'inclusione della Georgia). L'evoluzione dei rapporti politici e la volontá dell'UE di procedere lungo la via delle grandi infrastrutture quale momento-base per l'allargamento e per il miglioramento reale delle condizioni socio-economiche dei paesi del Sud Est europeo, hanno portato, ad affrontare in quesi ultimi tempi in termini piú concreti il problema. Sotto il profilo infrastrutturale esistono indubbiamente, delle difficoltá: non sono complete le linee ferroviarie, alcune autostrade attraversano le città e l'assenza di manutenzione le ha rese in pessimo stato, i porti andrebbero potenziati e ristrutturati. Anche dal punto di vista militare: il corridoio é collocato in un area di estremo interesse sia per occidente che per Oriente: basi militari sono collocate in Albania, Bulgaria, Macedonia. Se l'UE vuole, realmente lo sviluppo dell'Albania, non puó che sostenere l'accellerazione dell'iter per la realizzazione del Corridoio 8, che significa, si, sviluppo economico, miglioramneto delle condizioni sociali, ma anche controllo comune di un percorso, crescita del senso di responsabilitá del Governo albanese, miglioramento complessivo del tasso di democrazia, attraverso strumenti di partecipazione attiva . Bisognerá dunque, impegnarsi, proprio a seguito della firma del protocollo, per fare passi concreti, a partire dalla firma definitiva della Commissione che ha giá evidenziato che i "singoli paesi realizzano, a livello nazionale, progetti sul Corridoio 8, finanziati da fonti diverse che peraltro non si inseriscono attualmente in un impegno comune, coordinato, appunto, da un protocollo di accordo". L'atto che si sta per compiere a Bari non deve rimanere formale, allorché si deve avviare subito lo studio tecnico in virtú del quale si disporrá di informazioni sia globali che particolareggiate sui progetti del Corridoio 8, e potremo conoscere natura dei progetti ed importi dei finanziamenti. E potremo razionalmente pensare ad un reale sinergica programmazione strategica per i territori del Sud Est europeo. In tal senso l'iniziativa adriatico-ionica promossa dall'Italia nel 2000 in occasione della Conferenza di Ancara e riconfermata nel 2001 a Spalato, rappresenta un utile complemento alla filosofia politica, in senso ampio, del Corridoio 8, perché sottolinea l'importanza di attivare una progettazione congiunta dello spazio adriatico mettendo in sinergia fondi Interrreg III (cioé risorse finanziarie comunitarie dei fondi strutturali Regioni europee) e fondi CARDS, ad esempio, che pur non vocati ai trasporti, rappresentatno risorse comunitarie comunque destinate ai Balcani. Il Corridoio 8, infatti, non puó essere inteso solo come insieme di infrastrutture, ma piú complessamente, come una serie articolata di interventi che, dalla costruzione delle infrastrutture, agli eventi fieristici e dunque commerciali, presuppongono una ancor piú forte cooperazione regionale per lo sviluppo socio-economico dei territori attraversati e dunque anche una lotta ai fenomeni di criminalitá organizzata. In questo senso sará importantissimo costruire una architettura di strumenti finanziari compatibili fra i diversi Paesi interessati. Il Corridoio paneuropeo 8, al pari degli altri, rappresenta l'ossatura portante dell'allargamento della Comunitá ad est. Per essere "multimodale" non rappresenta solo un tracciato, ma un vero e proprio convettore globale attraverso cui passano sistemi di telecomunicazione, merci, energia, persone. Ed uno strumento eccezionale per una maggiore cooperazione transcontinentale. Ma il corridoio 8 ha, ritengo, qualcosa in piú, perche va nella giusta direzione storica, rappresentando, oltre che un formidabile mezzo di sviluppo economico e civile dei Paesi coinvolti nel progetto, anche un sicuro meccanismo in grado di far scattare quella molla della convivenza e della solidarietá che dovrebbe costituire l'obiettivo essenziale di qualunque forma di collaborazione. Lettera del 2 luglio 2002 dell'On.le Poli Bortone al Presidente Prodi e ai Membri della Commisione Agricoltura del PE La proposta elaborata dai Servizi tecnici della Commissione europea di introdurre un'aliquota minima d'accisa sul vino di 0'14 euro al litro (250 lire) dal 2003 e di 0'15 euro nel 2007, mentre oggi tra i Paesi produttori l'aliquota é pari a zero in Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Germania e a 3,4 euro per ettolitro in Francia ha determinato vero e proprio allarme nelle organizzazioni di categoria che giudicano quella dell' accisa un'ipotesi sbagliata e pericolosa, di ostacolo allo sviluppo di un settore dei piú avanzati dell'agricolura tenuto conto che essa verrebbe a gravare sull'intero comparto e che in Italia con 314 doc e 24 DOCG sono coltivati 792mila ettari di vigneto per una produzione nazionale di 53 milioni di ettolitri. Peraltro, come é stato rilevato anche in documenti votati dagli enti locali, l'accisa cadrebbe proprio nel momento in cui si registra, anche nelle nuove generazioni, un rinnovato interesse verso il vino e i valori culturali, ambientali e territoriali che esprime. Inoltre i prodotti agricoli in generale non dovrebbero essere colpiti da accise in quanto la caratteristica economica delle imposte di fabbricazione é quella di gravare sui prodotti industriali e non sui frutti della terra, sicché l'accisa sul vino rappresenterebbe un onere insostenibile per le aziende in quanto l'imposta grava sul produttore ma colpisce anche il consumatore, poiché finisce per diventare un costo di produzione ed incide direttamente e pesantemente sulla presenza sul mercato delle aziende. Per l'Italia val la pena ricordare che nel 1997 il settore vinicolo ha subito l'aumento dell'IVA al 20%, e dunque l'accisa graverebbe ulteriormente sul settore in quanto entrambi i tributi colpiscono i consumi il che é inaccettabile! Infine delle valutazioni: 1. l'imposta inciderebbe soprattutto su vini di fascia media; 2. sul comparto agricolo grava dal 1998 l'Irap, che nelle "PROVINCE DEL VINO" incide particolarmente sul prodotto trainante dell'intera economia locale; 3. nella seduta dello scorso 6 marzo il Governo ha affermato che un'accisa sui vini, anche minima, comporterebbe un effetto negativo su un comparto strategico del mercato agroalimentare. É per tutti i richiamati motivi, On.le Presidente, che Le chiedo di adoperarsi acché siano contrastati interventi comunitari volti ad aumentare le tassazioni sul vino e quindi a mettere in crisi il settore. Risposta del Presidente della Commissione europea Romano Prodi del 09.09.2002. La ringrazio per il Suo cortese fax del 2 luglio 2002 relativo alla tassazione dei prodotti vinicoli. La Direttiva del Consiglio UE 92/84/EEC emanata il 19 ottobre 1992 prescrive che il Consiglio deve periodicamente rivedere le aliquote impositive dei prodotti a base di alcool al fine di disciplinarne l'armonizzazione. Posso tuttavia assicurarLe che i servizi della Commissione stanno, al momento, soltanto preparando una relazione in merito e che la stessa sará eventualmente accompagnata da una proposta di Direttiva del Consiglio. Desidero inoltre farle sapere che la Commissione non ha ancora preso alcuna decisione circa l'orientamento della giá citata relazione e la relativa proposta di Direttiva. Pertanto malgrado alla luce di quanto detto non sia ancora in grado di pronunciarmi in merito, vorrei ricordarLe che, come sempre accade in questi casi, la Commissione sará ben lieta di prendere in considerazione tutti i suggerimenti che dovessero pervenirle. A cura di Adriana Poli Bortone e Laura Marzano Tel 0032.2.2845707 Fax 0032.2.2849707 apoli@europarl.eu.int