Identita' e Futuro-->I Conservatori-->Indice-->La destra

 

 La Destra






 di Fabio
 Torriero

































Scommessa nel centro-destra

Innanzi tutto non bisogna aver paura delle parole. La destra da qualche tempo ha perso e continua a perdere questa battaglia. Accetta, anzi subisce passivamente la rappresentazione ideologica della realta' imposta dalla sinistra. Si difende dalla dittatura culturale e psicologica di quella che invece è ormai solo un immensa serie di luoghi comuni, facili da confutare e da smantellare. Definirsi conservatori oggi è assolutamente normale. Come è normale in gran parte dell'Europa, a cominciare dall'Inghilterra. Conservatori a 360 gradi.
I continuisti o i passatisti nel vero senso del termine sono, al contrario, i post-comunisti: nostalgici di un vecchio mondo sociale, assistenziale e operaio che sta scomparendo. La tradizione è "il presente che funziona", oppure secondo Prezzolini, si conserva "tutto ciò che merita di essere conservato" (i valori profondi di una Nazione, di un popolo, il suo DNA), o ancora, la tradizione, per dirla alla Thibon, "è progresso ereditario".
Questi sono, a mio avviso, i concetti più seri e completi che sgombrano il campo da ogni equivoco e da ogni complesso di inferiorità intellettuale. Valore politico culturale, quindi, del conservatorismo, ma anche valore storico. Nella storia d'Italia, infatti, c'è un buco nero da colmare. Un discorso che si è interrotto a fine Ottocento, due anni dopo la caduta della Destra storica.
Quando a casa del conte Paolo di Campello, alcuni ex-cavouriani guidati da Stefano Jacini, tentarono di costruire un grande partito conservatore di massa che rappresentasse la sintesi in chiave nazionale dell'incontro tra la componente cattolica e quella liberale del nostro Risorgimento unitario. Tentativo che, ovviamente, non riuscì, e che è stato all'origine di una delle nostre tante anomalie, e cioè, conservatori senza casa politica, liberali con scarso senso della società e cattolici con scarso senso dello Stato.
Oggi più che mai questo discorso è attuale, specialmente laddove si colgono all'interno del centrodestra tendenze egemoni che mirano o a un Polo esclusivamente liberale di massa o unicamente cattolico. La presenza di un area conservatrice ben affermata e radicata sarebbe fondamentale per la destra e per lo schieramento nel suo insieme. I conservatori hanno in comune con i liberali l'amore per le libertà in ogni loro manifestazione, ma rispetto ai liberali credono pure nella società, nella giustizia e nella coesione sociale: la patria è "la prima e suprema forma di solidarietà". I conservatori in comune con i cattolici hanno il primato dei valori morali e spirituali sull'economia, ma rispetto ai cattolici credono nello Stato. Uno Stato da riformare (per la democrazia compiuta e la partecipazione), ma ancora oggi insostituibile elemento di mediazione tra il particolare (le piccole patrie, i corpi intermedi, il federalismo) e l'universale (l'Europa, la globalizzazione).

Auguri

Da parte mia e degli amici de' "I Conservatori" gli Auguri piu' belli a voi tutti perche' il 2001 sia foriero di tante cose buone per noi e per la nostra Patria.

Adriana Poli Bortone