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 La
 globalizzazione






 di Massimo
 Scalfati




























Rosa dei venti


La Resistenza delle Nazioni

Lo sviluppo della tecnologia e soprattutto delle comunicazioni ha portato alla formazione di un mercato unico mondiale. Le attività produttive, in qualsiasi parte del mondo esse si svolgano hanno accesso a questo mercato e su di esso devono confrontarsi con la concorrenza. Per potere raffrontare i prodotti sul mercato mondiale si è resa necessaria la standardizzazione dei modelli di produzione e di consumo. Questa standardizzazione (soprattutto dei consumi) presuppone, però, che i consumatori presentino una domanda uniforme e non più differenziata a seconda delle varie culture a cui essa appartengono. Di qui sorge la tendenza attuale verso l'omologazione di tutte le specificità culturali, che la storia dell'umanità ci ha tramandato finora. Com'è noto, queste specificità sono derivate dal "carattere localistico" dell'economia e della vita sociale dei popoli dei secoli passati ed essenzialmente dalla 'separazione' geografica e culturale tra di loro.
Ma oggi, cadute le distanze geografiche, grazie alla rapidità dei mezzi di trasporto e soprattutto di comunicazione (addirittura si è arrivati alla "rete" Informatica mondiale, per cui ci si può scambiare informazioni in tempo reale ovunque ci si trovi) le identità culturali nazionali rischiano di essere cancellate a favore di modelli culturali e sociali uniformi per tutto il globo.
Il modello che si prospetta, per il prossimo futuro, è quello di un consumatore indifferenziato e privo di ogni connotazione etnoculturale.
Si tratta dell' omologazione di popoli diversi per lingua, storia, religione, costumi, usi, ecc. In realtà è in atto il tentativo, neppure velato, di incidere sul processo di "trasmissione culturale". Per capire appieno il significato della definizione di "trasmissione culturale", che si da in sociologia, vale la pena di ricordare quanto affermato dall'antropologo Radcliffe-Brown: "Come sociologo, la realtà alla quale applicò la parola cultura è il processo della tradizione culturale, cioè il processo mediante il quale in un dato gruppo sociale il linguaggio, le credenze, le idee, i gusti estetici, le conoscenze, le capacità, i vari tipi di usi passano (ed adopero questo verbo perché tradizione significa passare, trasmettere) da una persona all'altra e da una generazione all'altra".
Dal canto suo J. Evola aveva ribadito che il termine "tradizione" (dal latino "trador") implica il "dinamismo del trasmettere".
L'omologazione culturale oggi incombente si propone proprio di incidere su questa dinamica, cioè di spezzare la trasmissione dei contenuti culturali nazionali da una generazione all'altra.
Lo sdradicamento, quindi, è propedeutico all'omologazione culturale che lo seguirà inevitabilmente. Perdute le radici, l'individuo è solo e non è più in grado di offrire resistenza psicologica, culturale, morale all'omologazione planetaria. Ma lo scenario non appare del tutto buio. Infatti in più parti del mondo (ed in particolare in quei popoli ove più forti sono l'identità nazionale e la consapevolezza di appartenere ad una tradizione) si sta manifestando un crescente disagio rispetto alla globalizzazione economica e soprattutto ai modelli culturali e sociali che essa intende affermare su scala mondiale.

continua