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La lingua
di Michele
Ingenito
(Universita' di Salerno)

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Il ritorno di
Babele
Lingua franca, "strumento perfetto dell'impero"
Estinzione delle lingue tra economia, culture e civilta'
Giu'
dalla torre
Narra il Vecchio Testamento che, in origine, l'unione tra gli uomini veniva costantemente favorita e sempre più consolidata anche dalla identità di
una lingua comune. Poi, d'improvviso, iniziò la folle e scellerata scalata umana al cielo con la costruzione di una torre resasi indispensabile per raggiungere Dio.
La punizione divina, inevitabile e dolorosa, fu altrettanto rapida.
Il Signore punì l'impudenza dell'uomo in maniera esemplare, frantumandone
la lingua originaria e diversificandola in tante microlingue note agli
uni, ma volutamente ignote agli altri. Ne seguirono confusione e caos
tra gente divenuta improvvisamente incapace di comprendersi e, perciò,
precipitata disastrosamente, e fragorosamente, insieme alla torre e
al progetto malefico che l'aveva ispirata. Oggi, a distanza di migliaia
di anni, la vicenda sembra riproporsi all'incontrario, laddove il mondo
tuttora dominato da migliaia di lingue e dialetti appare ex-abrupto
trovarsi "ri-unito" intorno ad un' "unica" lingua, ad un' "unica" forma
di comunicazione.
Paradosso nel paradosso, dunque, il ritorno a Babele è già iniziato e a
ritroso. Attraverso l'eliminazione progressiva di lingue, linguaggi e dialetti, di culture e civiltà moltiplicatesi all'infinito nei secoli da quell'evento
originario in poi, si ritorna, dalla cima scalcinata della torre, alla base, verso il ritrovamento forzato di un lessico comune, di una unitaria forma di comunicazione.
Alle soglie del 2000, la tecnologia delle telecomunicazioni ha lanciato la sua ultima sfida, la più affascinante, ma anche la più pericolosa. La rete Internet la realizza convogliando il mondo intero verso le medesime fonti
di informazione e di accesso alle sollecitazioni consumistiche e di mercato. Sollecitazioni che si traducono inevitabilmente in un comune orientamento popolare legato all'acquisto di beni e servizi,
prodotti e merci forniti dalle solite, convenzionate multinazionali del pianeta terra. Poco importa se, sulla base delle stime del TIME, il 50% o giù di lì delle 6.500
lingue (e relative culture, aggiungerei) oggigiomo esistenti al mondo rischi seriamente di estinguersi. Pochi si rendono conto che la 'morte' di
una lingua, di un linguaggio, di un dialetto, per quanto oscuri e incomprensibili, conosciuti o meno essi siano, equivale alla estinzione di una
civiltà, di una cultura, di un popolo; di un bene, cioè, che appartiene a tutti. Secondo gli esperti c'è il rischio concreto che, nel secolo nuovo
che bussa ormai prepotentemente alle porte, addirittura il 95% delle lingue attualmente esistenti possa estinguersi, se non si adottano a breve
misure preventive atte a scongiurare un simile fenomeno involutivo e distruttivo.
continua

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