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Newsletter UEN N. 21 - Gennaio/Febbraio 2002 |
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Indice:
1. Parlamento Europeo
Eletto il Presidente del PE
Mario Soares, decano d'etį, ex Presidente della Repubblica del Portogallo ha comunicato, durante la sessione plenaria di gennaio a Strasburgo, il risultato dei tre turni elettorali per l'elezione del nuovo Presidente del PE.
Il decano ha quindi ceduto il seggio all'On.le irlandese del gruppo dei Liberali Pat Cox.
Valéry Giscard D'Estaing in qualitį di Presidente della Convenzione, preparerą la prossima Conferenza InterGovernativa. La Convenzione terrą le riunioni plenarie al Parlamento europeo di Bruxelles e Giscard d'Estaing ha accettato che il Parlamento sia rappresentato al Segretariato della Convenzione.
La sessione inaugurale ha avuto luogo il 28 febbraio mentre la prima plenaria della Convenzione si terrą il 21/22 marzo.
Durante la sessione inaugurale il presidente del Consiglio europeo Aznar ha affermato che la convenzione deve definire quello che vogliamo sia il futuro dell'Europa. Aznar vuole la continuitį di ció che é stato fatto fino ad ora sviluppando peró l'integrazione. Egli ritiene necesario confermare l'unitą culturale dell'Europa rispettando peró le differenze storiche delgi Stati membri che la compongono. Il presidente del PE Cox auspica che la Convenzione apra la strada a un permanente dialogo tra popoli, parti sociali, societą civili, gli Stati e le regioni e cittį. Il presidente della Commissione europea Romano Prodi ha detto che per cominciare si deve stabilire quale deve essere il futuro dell'Europa e poi affrontare i temi istituzionali. Si dovrį elaborare una costituzione che esprima la nascita di un Europa politica che non perda l'originalitą dell'integrazione di un progetto cosķ ambizioso. Prodi sottolinea la necessitą di condividere la sovranitą dell'UE al fine di attuarla realmente come é stato fatto con la moneta, e riconosce la necessitą di istituzioni responsabili di garantire il pari trattamento in tutti gli Stati membri.
Nel lungo intervento Giscard ha parlato in varie lingue dell'organizzazione del lavoro della Convenzione e di alcuni temi rilevanti, sottolineando l'immenso compito della Convenzione in un periodo relativamente corto. Il principio della nostra esistenza č l'unitą, ha detto, la Convenzione non puņ aver successo se si limiterį ad esprimere opinioni divergenti. Il nostro compito e quotidianamente quello di cercare un approccio comune ha detto Giscard. Si delineerį uno spirito dalla Convenzione volto all'esterno, per ascoltare e all'interno per proporre. Ha chiesto entusiasmo, parola di origine greca che vuol dire "ispirato da Dio" e nel nostro caso ispirato da una dea, l'Europa. Ha poi parlato del rischio di un fallimento che non renderebbe nessuno di noi grande ma che anzi lascerebbe tutti noi in uno stato di solitudine e di tristezza. Se riusiamo invece a definire un concetto di Unione europea adattato alle nuove sfide dell'allargamento, potremo sentire di aver contribuito a scrivere un nuovo capitolo della storia europea. Se riusciremo nel nostro intento in 25 o 30 anni l'UE cambierą il ruolo nel mondo e tratterą al livello paritario con altre grandi potenze. Una delle difficoltį secondo Giscard é di conciliare un forte sentimento di appartenenza all'Europa e il mantenimento dell'identitą nazionale.
Tabacco
Il Parlamento ha contestato la proposta della Commissione europea che si prefiggeva di fissare per i prossimi tre anni i premi e le quote per il tabacco in foglia. La proposta di regolamento in questione tentava di sopprimere in modo progressivo le sovvenzioni a favore dei produttori di tabacco (si tratta di 970 milioni di euro per quest'anno).
Il PE ha cosķ sottolineato l'importanza socio-economica del tabacco in foglie per alcune aree dell'UE.
Contrari alla proposta della Commissione gli eurodeputati ostacolano anche il progetto volto ad aumentare il contributo dei produttori di tabacco al Fondo comunitario del tabacco.
Inoltre chiedono di mantenere la situazione di fatto che vede il livello di contributi al 2% del premio previsto per i raccolti degli anni dal 2002 al 2004.
2. Commissione
Il programma "Marco Polo" é stato presentato dalla Commissione europea. Si tratta di promozione del trasporto intermodale di merci, dotato di un bilancio di 115 milioni per il periodo 2003-2007. Attesa da tempo, la proposta adottata agli inizi di febbraio sostituirą il programma PACT a favore del trasporto combinato che si concludeva nel dicembre 2001. Durante l'anno 2002, un bilancio di 2 milioni permetterą di cofinanziare qualche azione pilota.
La Commissaria De Palacio ha fattor presente che il programma Marco Polo prevede: 1) la creazione di nuovi servizi che agevolano il trasferimento tra modi di trasporto fino al 30% dell'investimento di partenza (3 anni massimo); 2) fondi per le "azioni a effetto catalizzatore" fino al 35% dell'investimento.
La finalitį di queste misure é di superare gli ostacoli strutturali dal mercato favorendo soprattutto autostrade marittime e servizi internazionali di trasporto merci ferroviari di qualitą gestiti da uno sportello unico 3) misure di cooperazione che favoriscano lo scambio di know-how, co-finanziato fino al 50%.
3. Consiglio
I ministri dei Quindici Stati membri dell'UE riuniti il 14 febbraio a Bruxelles hanno deciso di attuare le misure dettate dal Libro bianco Gioventł adottato dalla Commissione a novembre.
Il programma coinvolge giovani dell'UE e dei paesi candidati. Si vuole sviluppare la politica europea della gioventł. Si incentivano cosķ gli scambi e la cooperazione tra i giovani di diverse culture in Europa. Sul Libro bianco Gioventł la Commissaria Viviane Reding ha sottolineato che i giovani richiedono un forte impegno delle autoritą locali, regionali e nazionali. Il 30 maggio si riunirį il Consiglio Gioventł dove si decideranno quali forme di comunicazione potranno utilizzare i giovani europei.Politiche regionali, trasporto e turismo
La Commissione adotta la prima relazione interinale sulla coesione economica e sociale
Il Commissario delle Politiche regionali, Michel Barnier, il 30 gennaio ha presentato la prima relazione interinale sulla coesione economica e sociale. La Commissione trasmette al Consiglio una relazione sulla situazione della coesione in Europa cosķ come si era impeganta a fare.
La relazione aggiorna i dati contenuti nel secondo rapporto sulla coesione economica e sociale adottato lo scorso anno a gennaio e propone una sintesi del dibattito in corso sull'avvenire di tale politica nell'ambito dell'Unione allargata. Con questo rapporto, la Commissione presenta per la prima volta un'analisi delle disparitą in un'Unione a 25 Stati membri, includendo i dieci paesi candidati che si preparano ad aderire nel 2004.
Al fine di promuovere la commercializzazione dei prodotti del comparto agro-alimentare dell'UE all'estero, la Commssione europea ha adottato le misure di programmazione 2002-2005.
La campagne promozionali di vini, carni suini, ortofrutti etc si rivolgono soprattutto al mercato degli Stati Uniti, a quello dell'estremo Oriente ed ai paesi in via di adesione.
In linea di massima la Commissione europea partecipa finanziando il 50% , lo Stato membro il 20% e il soggetto del comparto agro-alimentare il 30%.
Il Reg CEE n.2879/2000 regola i casi in cui la Commissione puó, attraverso azioni di informazione o di promozione finanziare il 100%.
Si segnala che entro la fine di aprile ogni anno i 15 Stati membri devono presentare alla Commissione l'elenco dei programmi e dei soggetti che devono eseguirli al fine di partecipare alla selezione della stessa Commissione.Cooperazione
Il programma Asia-link si propone di promuovere l'istruzione superiore tra l'UE e l'Asia.
Linee d'azione:
1. elaborazione di programmi di studio
2. sviluppare sistemi e rapporti istituzionali
3. incrementare le risorse umane
Si incenivano gli scambi di personale insegante e studenti giį laureati dall'Ue all'Asia. Ativvitį di informazione dell'UE nei paesi dell'Asia.
Scadenze 24 maggio 2002-24 ottobre 2002.
Guce C46 del 20 febbraio 2002
http://europa.eu.int/comm/europeaid/projects/asia-link/index_en.htm
DAFNE 2002-2003
Campagna di sensibilizzazione ed informazione contro gli abusi e lo sfruttamento di minori, la pedofilia possono essere presentate da almeno due Stati Ammissibili (Paesi dell'UE, paesi EFTA-SEE -Norvegia, Lichtenstein e Islanda e Paesi candidati all'adesione).
GUCE C35 dell'8.02.2002
Socrates
L'azione di Socrates "Osservazione dei sistemi, delle politiche e delle innovazioni in materia di struzione prevede una serie di misure volte a migliorare ed a facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze in materia di istruzione in materia di partecipanti al Programma (UE, SEE, Candidati all'adesione). I tre temi piś importanti sono: 1) definizione e acquisizione delle competenze di base 2) apprendimento delle scienze, della matemaitca e della tecnologia 3) evoluzione globale di sistemi di informazione e di istruzione.
Scadenza 3 maggio GUCE C61 dell'8 marzo 2002
http://europa.eu.int/comm/education/socrates/observation/call.htm
Droga
Programma di lotta contro il traffico di droga. Un milione di eruo nel 2002 verrį stanziato dalla CE per la lotta alle sostanze stupefacenti.
Scadenza 30 giugno 2002. GUCE C54 del 1 marzo 2002
Dal 4 all'8 marzo si é tenuta a Lecce la riunione del Gruppo parlamentare UEN. Sono stati trattati, tra gli altri, i temi della politica euromediterranea, delle stategie dell'UE sulla regione mediterranea adottate al vertice di Feira e la definizione delle frontiere dell'UE.
Il 12.02.2002 alle ore 18.00 si é tenuto a Lecce nella Sala del Castello Carlo V una conferenza dal titolo "Bioetica tra confusione e responsabilitį in Europa". Alla conferenza organizzata dall'On.le Poli Bortone hanno partecipato l'On.le francese Elisabeth Monfort (Europarlamentare dei non iscritti, Membro della Commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia e Membro della Commissione per le libertą e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni, il Dr Coppola (Responsabile centro Tecnomed di Medicina e biologia Ass. Cecos Italia-Nardó) ed il Prof Tarantino Direttore del Centro di bioetica dell'Universitį di Lecce.
Interrogazione "Carta di soggiorno"di Cristiana Muscardini Roberta Angelilli, Sergio Berlato Roberto Bigliardo, Sebastiano Musumeci, Antonio Mussa, Mauro Nobilia, Adriana Poli Bortone, Franz Turchi e Mariotto Segni alla Commissione:
Nonostante il tanto celebrato articolo del trattato di Maastricht che prevede l'istituzione della cittadinanza europea, e nonostante il tanto decantato avvio della moneta unica, i cittadini italiani in Europa, e in particolare in Belgio, subiscono situazioni di mera discriminazione.
La legislazione belga, come quella di tanti Paesi dell'Unione (Germania, Olanda, ecc...) non consente il rilascio di un documento d'identitą nazionale, ma prevede ancora la sola carta di soggiorno come documento valido di identitą per tutti i cittadini italiani residenti in Belgio e in Europa.
Si chiede alla Commissione:
- di annullare l'obbligo della carta di soggiorno per i cittadini italiani in Belgio e in tutti i Paesi dell'Unione;
- di intervenire presso le autoritą di tutti i Paesi dell'Unione per consentire il rilascio di un documento nazionale per un cittadino di un Paese membro e che tale documento possa essere riconosciuto valido in tutto il territorio dell'Unione;
- di attuare con misure pratiche il principio di cittadinanza dell'Unione.
Risposta della Commissione all'interrogazione "Carta di soggiorno".
Innanzitutto giova ricordare che il diritto comunitaro attulamente in vigore dispone che il diritto di soggiorno di un cittadino dell'Unione in uno Stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza é comprovato dal rilascio di un documento denominato "carta di soggiorno di cittadino di uno Stato membro della CEE".
La Commissione, nella sua proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al dirittto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri1, attualmente in discussione al Parlamento ed al Consiglio, propone l'eliminazione della carta di soggiorno in un altro Stato membro ed il rilascio, dopo una residenza in via continuativa di quattro anni, di una carta di soggiorno permanente.
La proposta di direttiva intende, come auspicato dagli onorevoli parlamentari, dare un contenuto piś concreto alla cittadinanza dell'Unione introducendo nuove facilitazioni all'esercizio del diritto di circolare e di soggiornare liberamente. Ne é un esempio l'introduzione di un diritto di soggiorno permanente, corredato dal diritto di beneficiare delle prestazioni sociali e della protezione contro le espulsioni.
La carta di soggiorno é un documento del tutto diverso dalla carta d'identitį nazionale, che é rilasciata da uno stato membro ai propri cittadini. Spetta allo Stato membro rilasciare la carta d'identitį o il passaporto ai propri cittadini, ed alcuni Stati membri non rilasciano affatto carte d'identitį.
1) GU C270 E del 25.9.2001
Interrogazione scritta "Bieticoltori del Mezzogiorno d'Italia" presenta dall'On.le Poli Bortone alla Commissione.
Puņ la Commissione precisare se intende intervenire in favore dei bieticoltori del Mezzogiorno d'Italia consentendo un contributo regionale a parziale copertura del costo di ammortamento degli impianti idrici, dal momento che:
1. gią l'UE ha approvato col POR (Programma Operativo Regionale) Sardegna l'articolo 4.9/N - (Reg CE 1257/99 1) "bieticoltura da zucchero",
2. gli impianti, di durata superiore a 5 anni, possono essere considerati interventi strutturali,
3. č necessario razionalizzare al massimo le risorse idriche nel Mezzogiorno d'Italia.
GU L 160 del 26.6.1999, pag. 80
Risposta della Commissione all'Interrogazione "Bieticoltori del Mezzogiorno d'Italia"
Trattandosi nel caso in specie di un aiuto operativo, la Commissione teme che il tipo di contributo auspicato dall'onorevole parlamentare non possa essere concesso. Il regolamento (CE) n. 1257/1999 del 17 maggio 1999, sul sostegno dello sviluppo ruraleda parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga taluni regolamenti (1) , non prevede alcun finanziamento per simili spese. Neanche la concessione di iduti nazionalidestinati a tali scopi sembra possibile dato che l'aiuto operativo verrebbe considerato -in linea di massima- incompatibile con il trattato CE.
1) GU L 160 del 26.6.1999
Intervento in aula dell'On.le Poli Bortone durante la seduta plenaria di Strasburgo martedķ 12 marzo 2002.
Donne e fondamentalismo
Signor Presidente, onorevoli colleghi, č sempre rivoluzionario parlare della condizione femminile, ma per questo vanno preliminarmente puntualizzati alcuni concetti. I fondamentalismi non hanno conseguenze solo sulla vita delle donne, ma su quella dei popoli pił in generale, e dunque vanno, per questo, in linea di principio contestati e rifiutati perché sono alla base di una concezione conflittuale della societą. Proprio per questa loro intrinseca essenza esplicano i maggiori effetti negativi sulle donne, divenendo una sorta di giustificazione etica per abusi e violenze.
E' evidente che il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo č un patrimonio culturale, prima ancora che giuridico, condiviso dagli Stati membri dell'Unione europea, un valore comune che si scontra con usi, costumi, religioni, culture con cui l'Europa viene a contatto soprattutto a causa del fenomeno migratorio. Desidero dichiarare comunque, da cattolica, di non individuare assolutamente nel cattolicesimo le forme di integralismo, di fondamentalismo che sembrano adombrate nella relazione.
Nel condividere appieno la richiesta di adottare una moratoria universale sulle esecuzioni e la pena di morte, un'azione forte ed incisiva, una mobilitazione contro mutilazioni, flagellazioni, lapidazioni, come abbiamo fatto e faremo ancora per i casi come quello della nigeriana Safiya, mi permetto di sollevare alcuni temi in forma problematica, invitando ancora Commissione e Parlamento a riflettere: a riflettere sul diritto di famiglia, sulle condizioni minime per il diritto d'asilo, sull'integrazione per la quale č giusto venir fuori da una forma di retorica ipocrita che oscilla fra l'integrazione a pieno titolo con gli Stati membri dell'Unione europea ed il rispetto delle identitą, riflettere sulla separazione netta fra Chiesa e Stato o, meglio, fra religione e politica.
In conclusione, noi affermiamo la negazione di ogni forma di violenza e sopraffazione esercitata sugli esseri umani, uomini o donne che siano. Chiediamo alla Commissione non solo le garanzie che nei negoziati sia rispettato l'acquis comunitario in materia di diritti delle donne, ma anche di approfondire meglio tutti quegli aspetti problematici, perché i problemi irrisolti sono almeno pari a quelli affrontati.
A cura di Adriana Poli Bortone
e Laura Marzano
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Fax 0032.2.2859707
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