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Newsletter UEN N. 33- Marzo - Aprile 2004 |
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Indice: 1. Parlamento Europeo
RESPONSABILITÁ DELL´INQUINAMENTO AMBIENTALE
Durante la seduta parlamentare del 30 marzo 2004 é stato discussa ed approvata la Relazione A5-0139/2004 in merito alle responsabilitá ambientali in materia di prevenzione e riparazione del danno. La sua entrata in vigore é stata prevista entro la fine dell´anno 2004, mentre per la legislazione nazionale si parla di non piú di tre anni.
Proprio a fronte di una serie di gravi disastri ambientali sia a terra che in mare aperto, basti ricordare la Prestige, l´Erika e l´incendio accorso alla fabbrica di Sandoz a Basilea nel 1986, finalmente si é giunti ad un accordo definitivo sulle responsabilitá pecuniarie in tale ambito.
La futura Direttiva, basata sul principio ´chi inquina paga´, prevede la limitazione dei danni ambientali, ma soprattutto provvede a sanare questi ultimi il prima possibile. Mentre per la questione pecuniaria sono state prese in considerazione le responsabilitá degli autori del danno, od in mancanza di essi come ultima analisi, si fará riferimento alle autoritá competenti di modo che si prendano le dovute misure.
Tale Direttiva rappresenta un grande passo verso l´armonizzazione della legislazione comunitaria in materia ambientale, infatti tutte le parti in causa dovranno rispettarla sia per la prevenzione e sia per i finanziamenti stanziati per il ripristino ambientale. Infatti il punto chiave della normativa é rappresentato dalle modalitá di pagamento delle varie imprese, che potranno essere assistite con valida stipula da compagnie assicurative, oppure ricorrendo ad altre forme di garanzie finanziarie.
Inoltre con questa Direttiva si fará fronte ai vari escamotage delle societá inquinanti nel cercare il punto debole della legislazione dei vari Stati comunitari, noti anche come ´turismo giuridico´.
In ultima analisi dal 2003 esiste un Fondo Internazionale di compensazione per coprire i danni all´ambiente causati specificamente dal petrolio. Questo Fondo é stato appositamente creato con le sovvenzioni sia degli armatori che delle compagnie di prodotti petroliferi. Ma a tal proposito esistono pareri discordanti degli euro-deputati, in quanto potrebbe diminuire lo spirito di responsabilitá degli armatori sui danni ambientali. Per tal motivo é stato previsto un ulteriore riesame della normativa dopo dieci dall´entrata in vigore.
www.europa.eu.int
2. Commissione
PROMOZIONE DELLA RICERCA SCIENTIFICA
Il 2 aprile alla presenza di Mr Philippe Busquin - Commissario europeo responsabile della ricerca - si é tenuta la Conferenza internazionale 'Increasing Human research for Science and Technology in Europe', in cui il gruppo di esperti presieduto da Mr. José Mariano Gago ha esposto le proprie raccomandazioni sull´accrescimento dell´interesse e la promulgazione delle attivitá, relative alla ricerca scientifica, ed ai concreti finanziamenti dei singoli governi per sostenere le carriere in tale settore. Infatti in Europa esiste ancora la visione retrograda dalla ricerca scientifica relegata universitariamente alla carriera accademica, e poco promulgata all´esterno. Oggi sono ancora poche le societá private che investono in tale campo, suscintando l´emigrazione delle future leve veso altri settori di lavoro o addirittura con inesorabili scelte verso continenti, che evidenziano maggiormente la ricerca scientifica e tecnologica. Oggigiorno finanziare la ricerca scientifica significa mettere in primo piano le esigenze socio-economiche del proprio Paese, sfruttando al meglio le proprio risorse umane.
Il gruppo di esperti in particolare si é sempre impostato sulla base degli obiettivi preposti durante gli incontri a Lisbona ed a Barcellona rappresentati rispettivamente dai seguenti punti:
- entro il 2010 la Comunitá dovrá trasformarsi nell´economia della conoscenza piú competitiva e piú dinamica del mondo
- portare il finanziamento della ricerca dall´1,9% al 3% del PIL
Secondo il Presidente Gago si dovrá fare ancora molto all´interno della organizzazione strutturale scolastica, principalmente per la formazione scientifica primaria e secondaria, suscitando al meglio l´interesse dei giovani. Successivamente sarebbe opportuno che le universitá si concentrino di piú sull´ampia scelta di carriere da proporre ai futuri laureati nel campo delle ricerche.
La conclusione é rappresentata inevitabilmente dall´ipotesi di creazione di uno Spazio Europeo dinamico per la ricerca, che fará dell´Europa il leader in materia di eccellenza scientifica internazionale, contribuendo agli obiettivi di: crescita economica, creazione di posti di lavoro di migliore qualitá e rafforzamento della coesione sociale. In tal modo si rafforzeranno le iniziative a carattere nazionale, sempre nel miglioramento della formazione e delle opportunitá per i propri ricercatori e scienziati.
3. Consiglio
Nell´ultima riunione del 25 e 26 marzo il Consiglio Europeo ha espresso il proprio impegno nel trovare un accordo esaustivo sul trattato costituzionale, prima delle elezioni europee di giugno. In particolare é stata fatta ufficiale richiesta dal PE per organizzare la prima cerimonia solenne per la firma costituzionale a Madrid, proprio in risposta agli ultimi attacchi terroristici nella Capitale spagnola e come conferma della presenza delle Istituzioni europee.
In tale seduta il Consiglio ha considerato la proposta del PE per l´elezione di un Coordinatore della lotta al terrorismo, dopo l´entrata in vigore della Costituzione, come effettivo dell´amministrazione comune del Consiglio, della Commissione e dei Paesi Membri.
Altro interessante argomento é stato rappresentato dal dibattito sui lavori svolti da Europol ed Eurojust, in ambito della raccolta di informazioni strategiche e nel coordinamento di inchieste transfrontaliere.
Inoltre é stato espresso un maggiore interesse da parte delle Autoritá del Consiglio europeo sui prigionieri di Guantanamo Bay, affinché siano liberati al piú presto. A tal proposito il PE ha invitato il Coinsiglio a migliorare la cooperazione ed i legami col mondo arabo e musulmano, in modo da consolidare le politiche moderate, attualmente fin troppo tese.
Inoltre é stata fatta esplicita richiesta dal PE al Consiglio di formare una forza internazionale di mantenimento della pace alle frontiere del ´67, con il mandato di proteggere le popolazione israeliana e palestinese da attacchi terroristici ed interventi militari.
L' 8 Aprile 2004 la Commissione europea ha stanziato un importo pari a 8.246 miliardi di euro a favore dei programmi per lo sviluppo regionale e sociale nel periodo 2000-2006. La somma rappresenta circa il 4% del bilancio complessivo dei Fondi Strutturali degli attuali 15 Paesi Membri dell´UE.
La cifra proviene da rimanenze di fondi non utilizzati e sará a beneficio di molti attuali programmi dei Fondi Strutturali.
A seguito di considerazioni fatte dalla Commissione sui risultati relativi all´assorbimento finanziario e sulla sana ed efficiente gestione di tali fondi, con soddisfacente collaborazione fra i vari Stati menbri e la suddetta istituzione, allora si é dato il via allo stanziamento di tali fondi.
Le risorse cosí stanziate saranno destinate ad investimenti sullo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Per alcuni programmi, valutati come quelli con piú successo, sono stati previsti degli ulteriori aumenti di fondi compresi tra il 6 ed il 9% rispetto alle dotazioni iniziali.
Infine La Commissione ha dichiarato di impegnarsi, ancora di piú nel futuro, nel sollecitare l´impegno di ricerca di risultati piú qualitativi, da proporre nel quadro della riforma politica europea di coesione.
Politiche regionali, trasporto e turismo
Durante l´ultima sessione di Strasburgo dal 19 al 22 Aprile sono stati affrontati importanti dibattiti sui trasporti in vista della fine della legislatura. Il quadro generale é stato rappresentato principalmente da:
- Reti di trasporto transeuropee (RTE-T)
- Secondo pacchetto ferroviario
- Trasporto stradale
- Sicurezza nei tunnel
- Sicurezza marittima
Per il primo punto il Parlamento ed il Consiglio hanno raggiunto un accordo per una posizione comune, proposta da quest´ultima istituzione. In particolare il progetto prevede il reinserimento della controversa questione del ponte sullo stretto di Messina, che era stata cancellata in prima lettura dal Parlamento.
Anche il secondo pacchetto ferroviario prevede delle proposte interessanti, come lo sviluppo di una propria rete comunitaria, l´incremento della sicurezza delle ferrovie, la creazione di un´apposita Agenzia ferroviaria europea ed un ulteriore proposta per le reti ferroviarie nazionali. Il progetto di accordo tra il Parlamento ed il Consiglio consiste principalmente nella liberalizzazione dei trasporti internazionali di merci dal primo gennaio 2006 e dei trasporti nazionali di merci dal primo gennaio 2007 (compreso il cabotaggio). Inoltre l´obiettivo futuro é rappresentato dalla liberalizzazione dei trasporti ferroviari dei passeggeri entro il 2010, anche se le varie amministrazioni nazionali dovranno aggiornarsi per le misure di sicurezza con installazione di scatole nere a bordo delle locomotive. Mentre la proposta dell´Agenzia ferroviaria prevede giá un direttivo formato da: un rappresentante per Stato membro, quattro rappresentanti della Commissione e sei rappresentanti delle parti sociali (privi di diritto di voto).
Il Parlamento ha adottato, in prima lettura della procedura di coedecisione, la Relazione presentata dal deputato Luigi Cocilovo per la modifica della direttiva sull´Eurobollo. Questa prevede la tassazione dei camion che utilizzano alcune infrastrutture previste dalla rete-RTE-T. Inoltre la Commissione dei trasporti ha esteso la tassazione anche ai camion con peso superiore alle 3,5 tonnellate, ma non ha accettato la proposta di un´autoritá indipendente per il controllo delle infrastrutture.
Il PE si é espresso positivamente anche sui tele pedaggi stradali previsti per il 2012, con l´uso di supporti satellitari per eventuali localizzazioni dei veicoli. Il Consiglio ha modificato la direttiva, in modo da renderla operativa giá a partire dal 2009 per il servizio dei veicoli superiori alle 3,5 tonnellate, mentre per tutti gli altri veicoli si parla del 2011.
Per quanto riguarda la sicurezza dei tunnel della rete stradale transeuropea, il PE ha adottato il documento, presentato da Rack, in cui si sostituisce il sistema di classificazione automatica dei tunnel con un sistema consono alla specificitá di ciascuna galleria. Inoltre la direttiva prevede anche dei punti chiave per la sicurezza dei disabili.
Ultimo, ma non meno importante, é l´approvazione della relazione presentata da Sterck sull´incremento dei controlli per il rispetto delle normative nazionali ed internazionli in materia di sicurezza marittima, a seguito degli incontri della Commissione temporanea MARE, riunitasi da dicembre 2003 a marzo 2004.
Riforma: tabacco, olio di oliva, cotone e luppolo.
PROGRAMMA EUROMED DIALOGUE 2004-2005 "DIALOGHI MEDITERRANEI"
Finalmente il 22 aprile il Consiglio dei Ministri ha deliberato sulla politica agricola comune (PAC), per una riforma equa e maggiormente competitiva per tutti gli Stati europei. Ricordiamo che ultimamente, proprio per l´Italia, il Ministro Alemanno si era assai interessato alla questione, in particolar modo per il tabacco erano state fatte delle proposte svantaggiose nei confronti di tutti i produttori agricoli europei.
Dopo una nottata passata a Lussemburgo a discutere sui pro ed i contro di tale riforma, si é raggiunto un ottimo compromesso nei seguenti settori: tabacco, olio di oliva ed olive da tavola, cotone e luppolo.
Tutte le proposte di riforme entreranno in vigore a partire dal 2006, eccetto per il luppolo, la cui data é stata anticipata al 2005.
Le decisioni prese hanno rappresentato un forte segnale positivo per gli agricoltori, nel rispetto dell´ambiente ed orientato al miglioramento della qualitá. Infatti Mr Franz Fischler, Commissario per l´agricoltura, si ritiene molto soddisfatto per i risultati ottenuti. In particolare, andando ad analizzare i singoli prodotti agricoli in discussione, vediamo che:
- Tabacco: finanziamenti a partire dal 2006, con attenzioni rivolte ai produttori delle regioni dell´Obiettivo-1 ed ai produttori di una determinata varietá. Dopo il 2010 una parte dei finanziamenti sará dirottata per i programmi di ristrutturazione, nel quadro della politica dello sviluppo rurale.
- Olio di oliva: sono previste delle particolari sovvenzioni in funzione delle dimensioni delle aziende superiori a 0,3 ha, ed in piú ogni singolo Stato membro potrá utilizzare fino al 10% del proprio massimale, riservato all´olio di oliva, per misure di sostegno della qualitá.
- Cotone: sono previsti dei provvedimenti speciali per questo tipo di coltura, in particolar modo per la Grecia potranno esserci delle suddivisioni del territorio per migliorare la distribuzione dei finanziamenti.
- Luppolo: il Consiglio ha deciso di integrare anche tale settore all´interno dei fondi per il sostegno agricolo, prevedendo delle particolari condizioni per i produttori e per le loro regioni.
Per la fine del 2009 é prevista anche la presentazione di una relazione sull´attuazione della riforma.
Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare la pagina web relativa alla riforma PAC:
http://europa.eu.int/comm/agricolture/capreform/
La Commissione Europea invita a presentare proposte per l´attribuzione di finanziamenti nel quadro dell´iniziativa ´Dialoghi mediterranei´.
É possibile consultare il testo integrale delle Linee guida sul sito internet: http://europa.eu.int/comm/europeaid/index_fr.htm
oppure:
www.deltun.cec.eu.int
La data per la scadenza delle candidature é stata fissata per il 18 giugno 2004.
PROGRAMMA PER LA STRATEGIA DI PARITÁ TRA UOMINI E DONNE
La DG Occupazione e Affari Sociali invita a presentare proposte per la promozione della paritá fra ambo i sessi coinvolgendo una serie di soggetti provenienti da almeno tre Stati membri dell´Unione Europea, dai dieci Paesi dell´ampliamento, o dai Paesi dello Spazio Economico Europeo. Inoltre la proposta dovrá essere presentata da un promotore responsabile del progetto e con personalitá giuridica.
Possibili candidati possono essere:I moduli di candidatura dovranno essere inviati entro, e non oltre, il 7 giugno 2004, al seguente indirizzo:
- ONG al livello europeo;
- Parti sociali a livello europeo;
- Reti transnazionali o partnership o consorzi di enti regionali o locali;
- Reti transnazionali di organizzazioni che intendono promuovere la paritá del genere.
Commissione Europea
DG Occupazione e Affari Sociali
CAD
Invito VP/2003/31 - EMPL G1 - Paritá tra uomini e donne
SPA3 00/07
B-1049
Bruxelles Per ulteriori informazioni o per scaricare gli appositi moduli si prega fare richiesta presso il seguente indirizzo email: EMAIL-PROG-GENDER@cec.eu.int
RIENTRO CARDS2003 A FAVORE DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA - FASE II
La Commissione Europea invita a presentare proposte nei seguenti settori:
a favore del governi della Bosnia ed Erzegovina.
- ricostruzione di abitazioni
- ripristino delle infrastrutture tecniche
- misure di sostenibilitá
- sviluppo delle competenze locali/societá civile
L´assistenza finanziaria prevista é di 8.000.000 EUR. Per ulteriori informazioni é possibile consultare il sito: http://europa.eu.int/comm/europearid/cgi/frame12.pl
Oppure é possibile scrivere al seguente indirizzo:
The Delegation of the European Commission to Bosnia and Herzegovina
Union Bank Building
Dubrovacka 6/II Floor
71000 Sarajevo
Bosnia and Herzegovina
Contract and Finance Section - Procurement
Il termine di scadenza per la presentazione delle candidature é stata fissata pet il 17 giugno 2004 alle ore 16.00 (ora locale).
FINANZIAMENTO SULLA COOPERAZIONE TRANSNAZIONALE FRA I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI ED I DATORI DI LAVORO SULL´INFORMAZIONE, CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE NELLE IMPRESE OPERANTI IN PIU´STATI MEMBRI.
La DG Occupazione ed Affari Sociali invita a presentare proposte per lo sviluppo dell´informazione e della consultazione nelle imprese, promuovendo le Direttive 94/45 e 97/74 (relative ai comitati aziendali europei) e le Direttive 2001/86 e 2003/73 del Consiglio (relative al coinvolgimento dei lavoratori alla societá europea ed alla societá cooperativa europea) e la Direttva 2002/14 del PE e del Consiglio (relativo all´istituzionalizzazione del quadro generale relativo all´informazione ed alla consultazione dei lavoratori nella CE).
Il bilancio complessivo prefissato é di € 7.000.000 ed é rivolto a finanziare azioni specifiche, comprendo solo le spese aggiuntive collegate direttamente ai progetti.
Per scaricare il modulo di candidatura e conoscere maggiori informazioni, si consiglia di visitare il sito internet: http://forum.europa.eu.int/Public/irc/empl/european_works_council/library
oppure l´indirizzo di posta elettronica: EMPL-B3-4003@cec.eu.int
Le candidatura dovranno essere presentate entro il 10 settembre 2004 all´indirizzo:
Commissione Europea
DG EMPL/D.1 J37-4/20
Linea di bilancio 04030303
B-1049 Bruxelles
Programma Media Plus (2001-2005) Per Il Sostegno Allo Sviluppo, Alla Distribuzione Ed Alla Promozione Di Opere Audiovisivi Europee
L´Unitá C3 della DG ´Istruzione e Cultura´ invita a presentare proposte per l´attuazione del programma di sostegno allo sviluppo, alla distribuzione ed alla promozione delle opera audio visive europee (Media Plus - sviluppo, distribuzione e promozione - 2001-2005).
L´invito é rivolto agli operatori residenti negli Stati membri dell´Unione Europea allargata, nei Paesi membri del SEE (Norvegia, Islanda e Liechtestein) e nei Paesi che soddisfano le condizione esposte nella decisione 2000/821 del Consiglio, del 20 dicembre 2000.
Le attivitá proposte dovranno vertere su:
Distribuzione: creazioni di nuovi meccanismi per la distribuzione e promozione di contenuto europeo attraverso servizi personalizzati;
Progetti finanziati in precedenza: progetti finanziati nel quadro del precedente invito a presentare proposte per progetti piloti Media Plus.
Il bilancio complessivo é stato previsto pari a 5.500.000 EUR.
Tutti gli operatori interessati possono ricevere il documento ´Linee guida per presentare una proposta al fine di ottenere un contributo finanziario per l´attuazione di progetti pilota´, facendone richiesta per posta, fax o per posta elettronica ai seguenti indirizzi:
Commissione Europea
Costas Daskalakis ( Ufficio B100- 4/27)
Capo Unitá facente funzioni DG EAC/C3
B-1049 Bruxelles
Fax (32-2) 2999214
E-mail: eac-media@cec.eu.int
La documentazione completa puó essere scaricata dal sito internet:
http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/pilot_en.htm
Il termine ultimo di presentazione delle proposte é il 24 maggio 2004.
Interrogazione scritta "Vino-Pirateria Internazionale - Modifica del Regolamento CE N° 753-2002" presentata alla Commissione dall'On.le Cristiana Muscardini, Sergio Berlato, Roberta Angelilli, Roberto Bigliardo, Antonio Mussa, Sebastiano Musumeci, Mauro Nobilia, Adriana Poli Bortone e Franz Turchi. (1 marzo 2004)
Il 10/02/2004 il Comitato di Gestione Vino ha riconfermato, ad esigua maggioranza, il voto del 27/01/2004 che approvava un parere relativo a modifiche del Regolamento CE n°753/2002(1) e più specificatamente del Capitolo relativo alla designazione, denominazione, presentazione e protezione di alcuni prodotti. Tale parere é stato recentemente approvato dalla Commissione europea e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale L 55 del 24.2.2004. Il nuovo regime entrerà in vigore a partire dal 15 marzo 2004.
Il Regolamento CE n° 316/2004(2) della Commissione recante modifica del Regolamento CE n°753/2002, tra le altre cose, liberalizza l'uso internazionale di 17 menzioni tradizionali di vini italiani che potranno essere così utilizzate, dal 15 marzo 2004, per vini ottenuti in Paesi extracomunitari, purché ci si attenga a determinati criteri quali la dimostrazione dell'uso di tale menzione nel passato.
Non sarà più necessario però che la stessa menzione sia stata riconosciuta o protetta in un quadro legislativo nazionale come richiedeva la precedente regolamentazione. Conseguenza della decisione sarà il via libera o comunque la facilitazione alla commercializzazione sui mercati mondiali di vini con menzioni tradizionali italiane ma non prodotti in Italia.
Ciò premesso, conviene la Commissione che:
- la nuova regolamentazione proposta è in contrasto con la normativa europea vigente in tema di etichettatura e di tutela del consumatore;
- la menzione presente nell'etichetta del vino deve obbligatoriamente indicare la caratterizzazione, l'invecchiamento, la qualità ed il colore ottenuti, attraverso uno specifico metodo di produzione, in un territorio strettamente connesso con la storia e la cultura del vino etichettato;
- le modifiche al Regolamento CE n°753/2002 contenute nel CE n° 316/2004 sono contraddittorie con l'obiettivo della lotta all'agropirateria, che è un passaggio fondamentale del negoziato WTO per garantire un commercio leale e salvaguardare le produzioni tradizionali dalle contraffazioni internazionali, a vantaggio dello sviluppo locale di tutti i Paesi;
- una regolamentazione rigida, nei confronti della tutela dei prodotti alimentari tipici minacciati dalle imitazioni, costituisce una scelta di trasparenza di mercato, volta alla tutela del consumatore, che per l'Europa ha anche un'importante ricaduta economica ed occupazionale;
- la nuova regolamentazione proposta facilita, in definitiva, la Vino-pirateria internazionale?
(1) GU L 118 del 4.5.2002, pag. 1.
(2) GU L 55 del 24.2.2004, pag. 16.
Risposta data dal Commissario Fischler a nome della Commissione (28 aprile 2004).
In seguito alla notifica del regolamento (CE) n. 753/2002(1) all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), vari paesi terzi hanno inviato osservazioni ed espresso riserve all'OMC. I paesi terzi ritenevano che, con la protezione esclusiva di alcune menzioni tradizionali (parte B), l'Unione istituisse un nuovo diritto di proprietà intellettuale nell'ambito dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS), che andava ad aggiungersi a quello costituito dalle indicazioni geografiche.
La Commissione ha adottato il regolamento (CE) n. 316/2004(2) recante modifica del regolamento (CE) n. 753/2002, che fissa talune norme in materia di etichettatura del vino, per rispondere alle asserzioni formulate da alcuni paesi terzi in seguito alle consultazioni svoltesi a Ginevra in sede OMC.
Le modifiche del regolamento (CE) n. 753/2002 adottate dalla Commissione non sono in contrasto con le norme europee sull'etichettatura del vino. Giova ricordare che, a differenza del regolamento (CE) n. 753/2002, il regolamento (CE) n. 1493/1999(3) non contiene alcun riferimento ai due tipi di menzioni tradizionali (parte A e parte B).
Le modifiche introdotte non mirano nemmeno a liberalizzare a livello internazionale l'utilizzo delle menzioni tradizionali elencate nell'allegato III, parte B del regolamento (CE) n. 753/2002, ma soltanto a fissare condizioni equivalenti a quelle che disciplinavano in precedenza l'impiego delle menzioni tradizionali elencate nella parte A dello stesso allegato.
Alcune di queste condizioni, previste all'articolo 1, paragrafo 10 del regolamento (CE) n. 316/2004, che modifica l'articolo 37, paragrafo 1, lettera e) del regolamento (CE) n. 753/2002, sono le seguenti:
- il paese terzo deve presentare alla Commissione una domanda motivata e trasmettere gli elementi che permettono di giustificare il riconoscimento della menzione tradizionale;
- la lingua della menzione tradizionale deve essere la lingua ufficiale del paese terzo che ha presentato la domanda e la menzione in tale lingua deve essere stata utilizzata per almeno dieci anni;
- se la lingua della menzione tradizionale non è la lingua ufficiale, la sua utilizzazione deve essere prevista dalla legislazione del paese terzo; in tal caso, la menzione tradizionale in tale lingua deve essere stata utilizzata ininterrottamente da almeno venticinque anni;
- devono essere inoltre soddisfatti altri criteri previsti dallo stesso regolamento, quali la "specificità", il "carattere distintivo" della menzione e l'esclusione della possibilità di indurre i consumatori in errore.
Per quanto riguarda le menzioni che fanno riferimento alla categoria, al colore o al metodo di elaborazione del prodotto, va precisato che si tratta di indicazioni facoltative, sia per gli Stati membri che per i paesi terzi, che possono figurare sull'etichetta purché le condizioni di impiego siano conformi alle norme applicabili ai produttori di vino, comprese quelle stabilite da organizzazioni professionali rappresentative.
Tenuto conto di quanto precede, la Commissione ritiene che la modifica del regolamento (CE) n. 753/2002 sia conforme alle norme applicabili in materia di tutela dei consumatori e non favorisca la contraffazione internazionale e le imitazioni.
(1) Regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione, del 29 aprile 2002, che fissa talune modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di taluni prodotti vitivinicoli (GU L 118 del 4.5.2002)
(2) Regolamento (CE) n. 316/2004 della Commissione del 20 febbraio 2004 (GU L 55 del 24.2.2004)
(3) Regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (GU L 179 del 14.7.1999)
Interrogazione scritta "Regolamento (CE) n. 2331/2003" dell'On.le Adriana Poli Bortone alla Commissione.
Considerato che
il 23 dicembre 2003 con l'emanazione del Regolamento (CE) n. 2331/2003(1) alcuni Paesi, come Argentina e India, sono stati reintegrati come Stati beneficiari dello Schema comunitario di preferenze doganali per il periodo 2002-2004, usufruendo a partire dal 1° gennaio 2005 di riduzioni nelle aliquote di importazione dell'Unione europea per alcune tipologie di pelli finite;
tali paesi attraverso consolidate pratiche di dumping trovano forti vantaggi competitivi a scapito dell'industria conciaria italiana, non esistono reciprocità e pari condizioni di mercato neanche sul piano delle misure di politica commerciale poiché India e Argentina pongono in essere consistenti barriere, tariffarie e non sul proprio export di materia prima ed import di prodotto finito, le imprese italiane versano in notevoli difficoltà soffrendo del calo della domanda finale e dello sfavorevole andamento del cambio euro/USD,
potrebbe la Commissione far sapere se non ritenga necessario rivedere il Reg. n. 2331/2003?
(1) GU L 346 del 31.12.2003, pag. 3.
Risposta della Commissione all'interrogazione "Regolamento (CE) n. 2331/2003"
Il regolamento (CE) n. 2331/2003 della Commissione, del 23 dicembre 2003, è stato adottato nel quadro dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 2501/2001 del Consiglio, relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate (SPG) a favore dei paesi in via di sviluppo. Il regolamento n. 2331/2003 è stato dunque adottato dalla Commissione sulla base dell’obbligo che essa ha di agire, in applicazione del quadro giuridico fissato dal Consiglio.
Nella fattispecie, in quanto schema pluriennale, l’SPG, prevede che il campo di applicazione delle preferenze sia adattato ogni anno dalla Commissione, come è avvenuto per il 2005 mediante il regolamento n. 2331/2003. L’SPG rappresenta infatti un’offerta commerciale limitata ed è pertanto opportuno garantire che ne beneficino i paesi e i prodotti che ne hanno realmente bisogno.
Il summenzionato articolo 12 ha quindi introdotto un meccanismo di « graduazione/degraduazione », che consente sia di revocare l’SPG nei confronti dei paesi/prodotti diventati competitivi sui mercati internazionali, sia di reintegrare i paesi/prodotti esclusi in passato dall’SPG per tale motivo, ma che avrebbero perso da allora la propria competitività.
Si tratta di un dispositivo non politico e prettamente economico. I criteri obiettivi che prevalgono sono quelli che figurano nel sopracitato articolo 12 (modificato dall’articolo 1 del regolamento (CE) n. 2211/2003 del Consiglio, del 15 dicembre 2001(1). È dunque in applicazione di tali obiettivi che verranno ripristinate nel 2005 le preferenze per l’India e l’Argentina in relazione ai prodotti in questione.
Gli strumenti di difesa commerciale permettono di combattere le pratiche di dumping laddove sussitono le condizioni necessarie. La questione degli ostacoli tariffari e non tariffari alle esportazioni rappresenta una delle priorità della Commissione nell’ambito della cosidetta « Agenda di sviluppo di Doha » e dei negoziati bilaterali.
A decorrere dal 1° gennaio 2006 verrà introdotto un nuovo schema SPG, previa consultazione di tutte le parti interessate. Si invita l’onorevole parlamentare ad esortare anche le associazioni indutriali a partecipare a tali consultazioni.
(1) GU L 332 del 19.12.2003
Proposta di risoluzione presentata dagli On.li Poli Bortone, Muscardini, Turchi, Berlato, Angelilli, Mussa, Musumeci, Nobilia, Bigliardo al Parlamento.
Riconoscimento del lavoro usurante agli operatori negli Istituti penitenziari.
Il Parlamento europeo,
A. Considerato che il sistema penitenziario attraversa una transizione di dimensioni storiche
B. Considerato che l'allargamento ci spinge ad affrontare questa trasformazione con una impostazione che non sia ripetitiva dell’approccio tradizionale: accanto ai diritti dei detenuti debbono esserci i diritti degli operatori penitenziari
C. Considerato che rimangono inascoltati i problemi relativi alla ridefinizione dei ruoli e della professionalità degli operatori, spesso chiamati a rispondere per episodi dovuti a lacune organizzative e strutturali
D. Considerato che per molteplici ragioni il mestiere degli agenti di Polizia penitenziaria deve essere considerato usurante e necessariamente rientrare nell'elenco di lavori usuranti da realizzare nell'Unione Europea
E. Considerato che occorre assumere una iniziativa che ha costi politici, economici, amministrativi che vanno comunque affrontati: sia per una motivazione etica e solidaristica, sia per un migliore funzionamento di un settore, erroneamente sottovalutato, che ha enorme rilevanza sociale
Invita la Commissione europea a presentare una proposta legislativa per la estensione agli operatori negli istituti penitenziari delle disposizioni relative al lavoro usurante in considerazione di profili sia qualitativi sia quantitativi (ad esempio, la rilevanza del lavoro notturno continuativo e di un lavoro espletato in spazi ristretti), riconoscendo al lavoro usurante corrispettivi in termini non soltanto previdenziali, ma logistici, assicurativi, formativi e istituzionali.
A cura di Adriana Poli Bortone
e Laura Marzano
Tel. 0032.2.2845707
Fax 0032.2.2849707
"apoli@europarl.eu.int"