Articolo
del Venerdi di Repubblica
Saperi occulti: Nedim Vlora, pugliese di origine albanese, nel suo studio davanti a una mappa del cielo. In alto, un papiro con geroglifici «decriptati» come note dal docente. Nel riquadro, il dio del Sole
I geroglifici sono musica
E io li faro' suonareUn professore barese sostiene di avere scoperto nei papiri la prima «scala» di note. Ma il concerto e' saltato. Per una lite tra prof. / di Fiorella Sassanelli
Io studio Archeoastronomia
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L'archeoastronomia e' la disciplina che studia le conoscenze astronomiche degli antichi per scoprire come hanno influenzato la loro cultura e politica. »
»La disciplina e' stata introdotta in Italia grazie all'interessamento dell'Accademia dei Lincei. A Milano e' stata fondata la prima societa' italiana di archeoastronomia. Il primo convegno di esperti si terra' questo mese a Padova.
Il corso di specializzazione in archeoastronomia, istituito presso la facolta' di Lettere dell'Universita' di Bari, e' il primo del suo genere in Italia.Avete mai provato a suonare un papiro? Nedim Vlora, barese di origine albanese, docente di geografia all'universita' di Bari- dove tiene il primo e sinora unico corso di perfezionamento post-laurea in archeoastronomia - egittologo, e' convinto che si puo'. Perche' il geroglifico, dice, non ha solo valore fonetico-grammaticale: almeno alcuni di essi hanno infatti valore musicale.
In quei papiri si nasconderebbe cioe' un complesso sistema di notazione musicale.«Ho analizzato gli stessi scritti che erano sotto gli occhi degli egittologi da un paio di secoli, e mi sono accorto che alcuni geroglifici, in particolare quelli relativi alle semiconsonanti, facevano eccezione: qualche volta ce n'erano troppi condensati in una stessa parola. Cosi' ho isolato sette segni particolari che - oltre ad avere sostegno fonetico per la lettura - erano anche note» Accoppiare ciascun geroglifico alla nota corrispondente e' un lavoro lungo: sono oltre cinquemila le combinazioni possibili. Ma la scoperta, se confermata, sarebbe davvero rivoluzionaria.
Fino a poco tempo fa, infatti, la prima scala musicale utilizzata dall'uomo era per tutti la successione di sette note attribuita al filosofo ionico Pitagora e risalente al VI secolo a.C. Piu' recentemente lo stesso modello di scala diatonica e' stato ravvisato in alcune tavolette assiro-babilonesi: il che ha permesso di anteporre la datazione della scala al II millennio a.C.
Ora Vlora ipotizza: «Gli egiziani erano a conoscenza della durata dei cicli relativi al Sole, alla Luna, allastella Sirio ed a Venere. E i rapporti tra tali tempi furono accettati quali valori intervallari che separano le note».
Pochi dubbi. «Dai moti del cielo studiati risulta che quelle osservazioni astronomiche sono state condotte in Egitto e nel 3500 a.C. Quei valori matematici che legano le note erano fenomeni osservabili solo in quel momento in quell'area e non in Babilonia o in qualunque altra regione del Vicino Oriente».
Nessun musicologo si era finora accostato ai papiri, ritenendoli un vero mistero da non violare.
Per circa tre anni lo ha fatto Anna Gabriella Caldaralo, musicologa barese, che con Vlora ha condiviso l'ipotesi. Con polemica finale.
Se Vlora, forte dei riconoscimenti accademici sin qui raccolti, non ha timore a coinvolgere tv e giornali, la professoressa Caldaralo chiede infatti cautela.
E cosi' le bozze di un libro, per il quale si era gia' trovato un editore e che avrebbe potuto consegnare alla comunita' scientifica i dettagli della ricerca, restano per ora tali in un cassetto. Intrappolando in quelle pagine anche il fascino segreto delle armonie egizie, giunte ad un passo soltanto dall'essere finalmente svelate all'orecchio umano dopo millenni.
Perche' con la fine della collaborazione tra i due studiosi e' naufragato il progetto di una prima esecuzione ufficiale gia' programmata a meta' settembre nel Cortile di Castel del Monte, il magnifico maniero di Federico II costruito intorno alla cabala del numero 8. Dal castello con otto lati, papiri, voci, musiche e leggende, avrebbero guadato il Mediterraneo per stendersi sulla piana di Giza, al Cairo, ritornando al cielo che le aveva generate. Ma l'evento puo' attendere.VENERDI