DIBATTITO INTERNO AD AN, L'INTERVENTO DI ADRIANA POLI BORTONE
Leggo, ed apprezzo, la riflessione fatta da Bruno Esposito sul consociativismo correntizio con profonda onestà intellettuale e con lo slancio, mai sopito, di voler conferire alla Destra italiana quel ruolo, e quei consensi, che merita. Non é certo spirito polemico, ma intento costruttivo, quello di chi (e siamo tanti) desidera solo esprimere opinioni e contribuire a creare un modello organizzativo serio e rigoroso ed a evidenziare un progetto politico che sia dichiaratamente di Destra.
Ci preoccupano infatti, e non poco, le affermazioni di chi "rinvia" a data da stabilirsi l'impegno sul sociale, così come ci allarmano i silenzi sulla globalizzazione. L'ignorare i Paesi poveri, il proiettare l'interesse politico in maniera quasi esclusiva sul grande capitale, il defilarsi, sostanzialmente, su temi, scottanti certamente, ma ispirati a valori quali la vita umana e la maternità non é certo proprio della identità della Destra.
Nessuna meraviglia, allora, se, al di là del consociativismo correntizio, che dovrebbe tener tutti buoni e fermi (ministri e dirigenti, controllori e controllati, ispiratori e realizzatori di una linea politica) ci sia in giro una diffusa e dilagante aria di insoddisfazione. Dovuta non sempre, o non solo, al momento posto in uno dei punti c d a, quanto piuttosto alla coscienza di agire ormai in uno spazio politico sempre più ristretto e condizionato. Uno spazio da "globalizzazione" interna alla Casa della libertà, dove qualche sussulto identitario se lo ritaglia la Lega, e solo quella ! Uno spazio sempre più angusto, proprio di una visione politica quasi rinunciataria, protesa alla ineluttabilità del partito unico, nel quale si confondano idee e programmi, in una non certo distratta, ma determinata e programmata confusione fra bipolarismo e bipartitismo.
Eppure gli italiani, nonostante tutto, hanno chiaramente fatto intendere che il bipartitismo rimane solo nella immaginazione e nella volontà di pochi. Altro é il bipolarismo che consente, anzi profondamente agevola, il riaffermarsi delle identità. E la Destra ha molto da dire. Ha un grossissimo spazio politico ancora da aggregare, purché abbia il suo motto d'orgoglio e sappia interpretare al meglio quella alternativa sociale di cui l'Italia e l'Europa hanno bisogno. Compito grande che può renderla grande. A patto che curi per tempo, cioè subito, quello che Esposito ha definito una malattia senile della Destra e riprende con slancio e rigore l'iniziativa politica all'interno di una compagine di governo che rischia di soffocarla anche solo impedendole di essere quel che veramente é.
Articolo originale: http://www.iniziativameridionale.it/indexGiornale.asp?IdSezione=2&IdArticolo=48