
Tratto da "Corriere del Mezzogiorno"
15 Ottobre 2002
Il suo no agli aiuti dello Stato per salvare la Fiat dalla crisi lo ha ribadito ieri sera direttamente al vicepremier Gianfranco Fini che ha incontrato a Roma nel convegno sugli enti locali. «So di essere impopolare ma la logica dell'assistenzialismo deve finire», dice con un filo di voce Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce ed europarlamentare di Alleanza Nazionale. E al vicepremier la «lady di ferro» salentina, da pochi giorni coordinatrice pugliese della corrente « Nuova Alleanza », ha chiesto un attenzione particolare per il Salento, in questi ultimi tempi alle prese con gravi crisi occupazionali.
«Certo con il vicepremier ho parlato del sostegno all'economia salentina - ribatte Poli Bortone - ma non in termini di assistenziali. Io credo che bisognerà monitorare e riconvertire il mondo del lavoro, non bastano più casse integrazioni e mobilità. Fini è d'accordo con me. Il motore del rilancio è Sviluppo Italia che è nata per sostenere il sud ma è stata invece utilizzata dai governi di centrosinistra per altri scopi. Ecco perché sono contraria al piano di salvataggio della Fiat».
Il suo attacco al Lingotto rischia di farla diventare impopolare. E lei ne è consapevole.
Il suo è un intervento molto duro contro «la discutibile politica aziendale della Fiat e sulle grosse responsabilità che l'azienda automobilistica ha nei riguardi della politica occupazionale del Mezzogiorno». E in una nota Poli Bortone si è detta contraria «al piano di salvataggio, tramite Sviluppo Italia, della Fiat, della quale non è difficile ricordare, come negli anni, abbia sfruttato di tutto».
Per la sindaca di Lecce, dunque, «la Fiat, senza peraltro mantenere mai gli impegni per i tetti occupazionali, pur concordati in sede sindacale, ha usato negli anni, dagli incentivi della legge 64 (Agenzia per il Mezzogiorno) agli sgravi fiscali per le aree depresse, ai fondi per la ricerca, a tutti gli ammortizzatori possibili, ai contratti di formazione».
E ancora: «Prima di avventurarsi in ipotesi di salvataggio della Fiat, attraverso Sviluppo Italia, sarà bene che il nostro Governo di centrodestra faccia profonde riflessioni. Vale la pena ricordare che Sviluppo Italia nacque per volontà del centrosinistra con la improbabile missione di supportare le iniziative imprenditoriali nel sud Italia e allo scopo rastrellò diverse centinaia di miliardi delle vecchie lire da otto enti, tra cui Ribs e Finagra, che pure avevano dimostrato una gestione corretta quanto efficace per il mondo agricolo».
Per Poli Bortone, dunque, «oggi questo potenziale fondo per il sud non può essere dirottato dagli investimenti all'assistenza. Pur rischiando di essere fuori dal coro, non me la sento di dover tacere ancora sulla discutibile politica aziendale della Fiat e sulle grosse responsabilità che l'azienda automobilistica ha nei riguardi della politica occupazionale nel Mezzogiorno».
Il sindaco di Lecce, inoltre, afferma anche che «non si può pensare, almeno io come sindaco del sud non lo penso e non lo penserò mai, che la Fiat debba continuare impunemente ad utilizzare i fondi per il Mezzogiorno, ricreando situazioni di assistenzialismo che culturalmente rifiutiamo.
Che Sviluppo Italia sia veramente un motore di sviluppo per la piccola e media imprenditoria del sud ed una fonte di speranza per le tante giovani professionalità che non possono essere affossate per volontà di una famiglia. Per quanto illustre che sia».
D'accordo con Poli Bortone il vicepresidente di Assindustria Lecce, Gimmi Fedele. Che dice: «Il 'j accuse del sindaco è esagerato ma non è lontano dalla verità. Bisogna riflettere sul ruolo delle grandi aziende, le piccole dal governo non hanno mai avuto nulla. Credo che la Fiat deve cercare di risolvere i suoi problemi da sola, ma mi rendo conto che su ottomila posti di lavoro non si scherza.
Mi chiedo: perche' aiutare la Fiat e non l'economia calzaturiera del Salento che è in crisi? Lo Stato non è stato mai attento alle nostre problematiche, è giunto il momento che si accorga del Salento. Non c'è solo la Fiat».
Salvatore Avitabile